Ultimo post marzolino, in bilico fra tanti pensieri e mille sensazioni. L’inquietante cielo monocromo e senza nuvole che mi sovrasta sembra invitare chiunque lo osservi a prepararsi una bella tazza di té bollente e a coricarsi, scacciando in un angolino recondito della mente ogni preoccupazione per sognare un pò, ma io non posso dargli retta… C’è troppo da fare e non mi lamento. Il vento ghiacciato mi sussurra che la primavera è solo un’illusione, ma il calendario lo smentisce, sollecitandomi a lavorare ancora di più e ancora meglio. Stamani ero in treno, lo zoo di varia umanità più popolato che ci sia. Il silenzio del primo mattino e il tepore del riscaldamento ancora acceso avevano avvolto tutto lo scompartimento in un pacifico dormiveglia: nessun rumore disturbava quell’immobilità assoluta e io mi sono letta il mio fumetto (questo: un piccolo capolavoro) immersa nella più totale quiete, gustandomi ogni pagina e permettendomi perfino di versare una lacrimuccia sul commovente epilogo. A volte basta poco per ritrovare la direzione: è sufficiente prendersi un attimo tutto per noi, viverlo, goderne, respirarlo, gioirne, conservarne il ricordo… Può sembrare strano, ma il treno è uno dei posti in cui riesco a rilassarmi di più e a farmi venire le migliori idee; un vero toccasana in questi mesi problematici in cui sono stata spesso sottratta al mio lavoro dagli imprevisti legati alla ristrutturazione della nuova casa (ancora in corso) e dalla stesura della tesi (finita, in attesa di essere impaginata e legittimata dall’adempimento di tutte le pratiche burocratiche che precedono la discussione), ma da aprile si cambia musica: potrò finalmente dedicarmi ai progetti vecchi e nuovi, rinfrancata dal sole sul viso, dalle farfalle in giardino, dalla bellezza della vita che sboccia davanti agli occhi di tutti quelli che vogliono vederla… Da aprile si archiviano le soddisfazioni e le delusioni ottenute finora; si cancella tutto e si riparte da capo, con più entusiasmo di prima.