Questo mese ho imparato due cose su di me… La prima è che per me il caffè è come il paradosso spazio temporale per la quinta stagione di Lost: se lo togli si verifica un crollo inevitabile di tutta la struttura, fisica nel mio caso. La seconda è che di notte mi vengono le migliori idee. Lunedì, una mia amica e collega ed io, siamo state sveglie per lavoro per tutta la notte, tenendoci in contatto tramite messaggi da sentinella, del tipo: “Tutto va bene…” (alle 5 del mattino) e devo dire che, mentre pensavo alla conclusione di quello specifico progetto, ho buttato giù un paio di bozze di soggetti che non sono malaccio… ancora da perfezionare, certo, ma piuttosto originali. Il merito è del silenzio. Io ho bisogno di una concentrazione assoluta quando scrivo e di giorno non riesco quasi mai a trovarla… mentre tutti dormono, invece, mi sento nella dimensione ideale: io e lo schermo bianco, io e il foglio immacolato della mia Moleskine che aspetta di essere riempito e intorno il nulla. La notte, la calma e l’assenza di rumore sono tre cose che giovano alla mia creatività… quindi, se c’è un vampiro nei paraggi (possibilmente quello di True Blood), sappia che è invitato ad entrare. Scherzi a parte, questa è una settimana che si consumerà nell’attesa… dopodiché, comunque vada, si ricomincia, senza guardarsi indietro. Mai.