La primavera è arrivata troppo velocemente, come al solito. Tutti la amano, tutti la aspettano perché sembra annunciare l’estate col suo tepore e i suoi colori. Io no, io ho bisogno della malinconia dell’autunno e del rigore dell’inverno… Già mi mancano. Lavoro meglio con il freddo, non c’è niente da fare. Il caldo mi mette addosso una sonnolenza perenne, accompagnata da un’apatia insormontabile: non c’è aria condizionata che tenga, io vado in letargo al contrario, devo essere una specie nuova, non ancora catalogata. Comunque, ho ancora qualche mese da sfruttare prima che l’afa mi piombi addosso con le sue devastanti conseguenze e ho intenzione di portare a termine i lavori che ho iniziato nei mesi scorsi: una riscrittura completa di una storia in cui credo molto, due sceneggiature brevi (una autoconclusiva, l’altra una presentazione per un nuovo progetto) e due nuovi soggetti per due disegnatori davvero in gamba. Dopo tutto questo dovrò dedicarmi a ristrutturazioni e parti di vita lasciate in stand – by da troppo tempo e poi si vedrà… Spero che nel frattempo mi arrivi qualche buona notizia, quest’anno è partito sotto i peggiori auspici, ma io sono sempre stata un’ottimista: è la mia migliore qualità.