Visto che il bando della nuova edizione del concorso “Lanciano nel Fumetto” è uscito e il volumetto allegato a Fumo di China pure, penso di non fare un torto a nessuno pubblicando la sceneggiatura con cui ho vinto l’anno scorso: “Senza Parole”.Qualcuno si è azzardato a darmi della “paracula” per l’argomento scelto, bene, quel qualcuno non sa che mio zio, in Sud America per motivi di studio, fu catturato dalla polizia politica in un blitz all’università… La sua colpa? Aveva con sè un saggio su Marx. Preferisco non commentare la scena che ho scelto per introdurre questo post… Fa molto male e spiega a tutti quelli che me lo chiedono perché non sono cattolica. Comunque, questa è la sceneggiatura, spero di farvi cosa gradita pubblicandola.


SENZA PAROLE


di Francesca Santi


TAVOLA 1


1.1. Vignetta lunga. Esterno giorno. Panoramica di un campus universitario molto affollato; nel cortile di fronte all’ingresso della facoltà alcuni studenti si dirigono verso l’entrata, altri chiacchierano tra loro in piccoli gruppi e due ragazzi (quello a sinistra con i capelli lunghi, l’altro con un taglio corto) stanno discutendo vicino alla statua del fondatore, proprio al centro della vignetta. L’edificio è un palazzo imponente, su due ordini; le finestre ad arco del primo e del secondo ordine sono inframezzate da colonne e sopra l’alto portone d’ingresso troneggia la scritta “Universidad de Chile”. È importante dare ampio respiro a questa scena poiché si tratta della prima ed ultima immagine amena di questa storia: il cortile è ricco di verde e di vita, ci sono degli alberi ai lati della striscia, sotto i quali alcuni ragazzi stanno oziando, riposando, flirtando… Il caos spensierato è incoraggiato da una splendida giornata di sole.


1.2. Vignetta piccola (sulla stessa striscia della precedente). Inquadratura da sopra la spalla dei due studenti (che vediamo di schiena) vicino alla statua, per focalizzare l’attenzione sul testo che il ragazzo a destra sta porgendo all’altro. Il libro è “El Capital ” di Marx, ma il titolo è parzialmente coperto da un foglio (il classico piano di studi universitario) su cui è scritto: “Año Académico 1973/74”.


1.3. Vignetta piccola. I due ragazzi della vignetta precedente adesso sono entrambi voltati verso di noi, come se qualcosa li avesse distratti dalla loro conversazione, e guardano in macchina con un’espressione di terrore assoluto.


1.4. Vignetta lunga (sulla stessa striscia della precedente). Una camionetta militare si immette nel campus a tutta velocità, noi la vediamo dal retro mentre si dirige verso la statua, per dare rilievo alle varie reazioni degli studenti: alcuni fuggono a casaccio, gettando a terra i libri, altri si abbracciano spaventati, altri ancora, non capendo che cosa sta succedendo, stanno a guardare e i nostri due attivisti, impietriti, restano vicino alla statua, con gli occhi sgranati e lo sguardo rivolto al veicolo.


1.5. Vignetta lunga. Totale del campus, stessa inquadratura di prima: gli sportelli sul retro della camionetta adesso sono aperti, alcuni militari stanno scendendo imbracciando il fucile, altri sono già scesi e si stanno avventando sugli studenti, in particolare, un soldato sta pestando il ragazzo che aveva passato il libro all’amico ed un altro sta calando il calcio del fucile sul ragazzo dai capelli lunghi che sta usando il libro come una sorta di scudo, per pararsi la faccia. Il caos spensierato si è trasformato in un caos infernale.


1.6. Vignetta piccola (sulla stessa striscia della precedente). Vediamo il libro che vola in aria, sfondato, diviso in due, e una delle pagine strappate è coperta da uno schizzo di sangue.


TAVOLA 2


(Tre strisce, due vignette di uguale dimensione per ogni striscia)


2.1. Stacco. Lo studente dai capelli lunghi è accasciato a terra in posizione fetale in una cella molto angusta. Il suo volto è una maschera di sangue, ha il naso rotto e gli occhi sbarrati. Si trova in ombra; la fioca luce che proviene dall’alto, da una minuscola finestrella con le sbarre, illumina gli avanzi del suo pasto: acqua stantia e pane ammuffito. Un grosso ratto sta sgranocchiando qualche briciola.


2.2. Stacco. Piano medio dei commensali seduti ad una tavola imbandita, ricca di leccornie. A capotavola c’è un uomo in alta divisa; il dittatore (Pinochet, naturalmente) è intento ad intrattenere i propri ospiti con il sorriso sulle labbra: tutti sono ben vestiti e anche di ottimo umore.


2.3. Stacco. Sul muro della cella dell’anonimo studente (la riconosciamo dalla finestrella in alto) vediamo proiettata un’ombra molto eloquente: il ragazzo, carponi, sta facendo un servizio ad uno dei soldati, mentre l’altra guardia, che gli sta dietro e lo tiene per i capelli, sta facendo un servizio a lui…


2.4. Stacco. In foreground, sulla sinistra, vediamo una lussuosa sedia su cui è adagiata, in perfetto ordine la divisa del dittatore. In background, dietro la sedia, c’è un grande specchio che riflette il generale di spalle, in piedi, nudo a braccia aperte (il suo fisico non è certo prestante), davanti ad un letto che ha l’aria davvero comoda, su cui sono adagiate due ragazze molto sexy: una gli sorride lasciva, l’altra batte le mani.


2.5. Stacco. Inquadratura dall’alto. Lo studente, stremato, è sdraiato in terra prono, un topo lo sta annusando, nella cella ci sono ragnatele, avanzi di cibo, insetti vari.


2.6. Stacco. Inquadratura dall’alto. Siamo di nuovo nella stanza del dittatore, che sta riposando nel suo letto, supino, in mezzo alle due bellezze già viste nella vignetta 2.4. placidamente addormentate.


TAVOLA 3


3.1. Striscia. La cella è sempre la stessa e lo è anche colui che la occupa, anche se sembra diventato un’altra persona… L’ex studente è visibilmente invecchiato, ha i capelli più lunghi e il volto sciupato, è emaciato ed i suoi abiti (se così si possono definire gli sporchi stracci che indossa) sono sdruciti. È seduto a gambe incrociate, con la schiena appoggiata al muro, guarda fisso nel vuoto e sorride come un ebete, mostrandoci che non ha più neanche un dente. È illuminato parzialmente da una luce frontale, proveniente dalla porta e, proiettate nello spicchio di luce sul pavimento, vediamo le ombre di due persone.


3.2. Due uomini (uno alla destra l’altro alla sinistra dello studente) che non vediamo bene perché sono nella zona d’ombra (l’unico ad essere illuminato è il protagonista) tirano su il prigioniero tenendolo per le braccia; lui mantiene la sua espressione da rintontito.


3.3. La vignetta si trova sulla stessa striscia della precedente. Vediamo i due uomini di spalle (sono in divisa, ma l’uniforme è differente da quella dei militari che lo hanno arrestato) che stanno trascinando l’ex studente in un lungo corridoio, sul fondo intravediamo la cancellata d’ingresso della prigione: è quasi del tutto aperta.


3.4. Striscia. L’ex studente adesso è libero, è in piedi (lo vediamo a figura intera), immobile, fuori dalla prigione. La cancellata ora è chiusa alle sue spalle. L’espressione dell’uomo è incredula, è quella di una persona che si trova improvvisamente catapultata in una realtà che non conosce e non ha la minima idea di come muoversi. Sembra che il riguadagnare la propria libertà non gli dia gioia. In primo piano un giornale è trasportato dal vento, scritto a grandi lettere il titolo annuncia: “1990: la nueva década fue nacida, la dictadura está muerta”.


TAVOLA 4


4.1. Stacco. Striscia. Ci troviamo all’interno di una misera stanza, arredata in modo spartano e con mobili e soprammobili di scarsa qualità, la carta da parati è stata strappata via in molti punti e ci sono dei buchi nel muro. C’è un qualcuno davanti alla televisione, proprio al centro della vignetta. Non vediamo quasi niente di lui, a parte un braccio penzolante e una porzione di testa inclinata, che sporgono dal lato sinistro della vecchia poltrona (le molle fuoriescono dal tessuto rattoppato) su cui è seduto. Non riusciamo a capire che cosa sta trasmettendo la scalcinata TV davanti a lui, anche perché la vediamo soltanto parzialmente (l’uomo seduto ci copre la visuale). A destra della poltrona c’è un comodino di legno, dove si trova un barattolo rovesciato e al muro (alla sinistra della TV) è appeso un calendario che ci informa che siamo nel 1993.


4.2. Dettaglio del barattolo rovesciato sul comodino: è una confezione di barbiturici e la scatola è vuota.


4.3. Questa vignetta si trova sulla stessa striscia della precedente. Piano medio dell’uomo abbandonato nella poltrona, si tratta dell’ex studente ed è morto da poco: ha il viso segnato, un rivolo di bava che gli scende dall’angolo della bocca spalancata, le guance rigate dalle lacrime e i suoi occhi spenti continuano a fissare lo schermo, che lo sta illuminando.


4.4. Striscia. Soggettiva dell’ex studente. L’intera vignetta è occupata dallo schermo televisivo: adesso vediamo anche noi lo spettacolo che si è presentato davanti agli occhi del povero diavolo. Il telegiornale sta trasmettendo un servizio su Pinochet. In basso è ben visibile la scritta: “Votos afectuosos para las bodas de oro del general por parte del Papa”. La bella immagine di repertorio della visita di Giovanni Paolo II in Cile, dove il Papa e il dittatore, sorridenti, salutano da una terrazza, conclude la storia.